Il territorio

BASILICATA

sconosciuta e sorprendente, faticosa e ospitale, autentica e genuina così come i suoi abitanti

Con poco più di 500.000 abitanti in un’area di circa 10.000 kmq, la Basilicata è terra selvaggia, con bassa antropizzazione, caratteristica che gioca a favore del paesaggio. È una delle regioni meno popolose e conosciute d’Italia, tanto che per molti è ancora difficile da localizzare. 

Una terra aspra e povera da un punto di vista delle economie, ma ricchissima di risorse naturali: acqua, boschi, calanchi, colline, fauna selvatica, biodiversità, petrolio. Stretta tra Campania, Calabria e Puglia, la Basilicata è un luogo storicamente remoto per via delle sue caratteristiche orografiche.

Montuosa a ovest e più collinare a est, i suoi paesi sorgono spesso sulle cime di colli o su promontori separati da valli, determinando oggettive difficoltà di spostamento e interscambio, con conseguente isolamento. Proprio a causa – o grazie – a questa condizione geografica, molti luoghi hanno conservato usi e costumi che ancora oggi trasmettono una rara autenticità

ENOGASTRONOMIA

In Basilicata si mangia benissimo. Le materie prime di qualità e i metodi di trasformazione custoditi gelosamente hanno consentito alle eccellenze lucane di ottenere prestigiose certificazioni. Da nord a sud, la cultura enogastronomica di questa piccola regione racconta la storia di un popolo per cui l’ospite è sacro.

Non c’è tavola lucana senza il peperone crusco: un prodotto straordinario, vero testimonial dell’intera regione. I peperoni di Senise IGP si fanno asciugare al sole intrecciati in collane, una volta essiccati vengono fritti per dare vita a deliziose ricette. 

L’Aglianico del Vulture DOC, vino dal sapore corposo e persistente, viene prodotto nei comuni alle pendici del vulcanico Monte Vulture. Della stessa zona è l’olio extravergine di oliva DOP; anche in questo caso, i terreni vulcanici scoscesi conferiscono al prodotto qualità straordinarie. Tra gli altri vini DOC lucani ci sono il Grottino di Roccanova,  il Terre dell’Alta Val d’Agri e il Matera, uno dei vini più giovani della Basilicata.

Il pane, cotto nei forni a legna, è un altro prodotto di eccellenza: da solo o come accompagnamento per i succulenti piatti della tradizione.

Tra i formaggi, arcaici compagni di vita di pastori e contadini, il Canestrato di Moliterno IGP, lasciato stagionare nei tipici fondaci, merita una menzione speciale. Più a nord si produce l’ottimo pecorino di Filiano DOP, a base di latte intero di pecora.

I fagioli di Sarconi IGP vengono dalla florida Val d’Agri, mentre nel Parco Nazionale del Pollino si coltivano i fagioli bianchi e la melanzana rossa, entrambi prodotti DOP di Rotonda.

La Lucanica di Picerno IGP è l’insaccato per eccellenza. Realizzata con metodi storici consolidati, ha un gusto intenso con aroma di finocchio selvatico, pepe nero e peperone.

Tra i presidi slow food che raccontano la storia della regione e del suo popolo, il Fagiolo rosso scritto del Pantano, il Pezzente della montagna materana, l’Oliva infornata di Ferrandina, la Pera Signora del Sinni e il meraviglioso Caciocavallo podolico.

 

MANGIARE

I centri abitati più grandi offrono diverse opzioni per una sosta dedicata al cibo: ristoranti, agriturismi, ma anche bar, pasticcerie, panetterie e negozi di alimentari o banchetti di frutta e verdura, che offrono prodotti di qualità ottima. Tuttavia, se non si vuole rischiare di restare a stomaco vuoto, meglio evitare di arrivare nei borghi dove non ci sono ristoranti, nella fascia oraria compresa tra le 13.30 e le 15.30, dal momento che spesso, la chiusura è rispettata da tutti, bar e panifici inclusi. Consigliamo inoltre di studiare anticipatamente il percorso perché in alcune zone si pedala per diverse decine di chilometri senza attraversare centri abitati.

 

DORMIRE

La Basilicata, salvo che in alcune aree, non è terra dalle grandi strutture ricettive, ma lungo il percorso troverete B&B, alberghi, affittacamere e agriturismi: I borghi più piccoli e remoti offrono pochi posti letto o talvolta nessuno, per cui è consigliabile prenotare in anticipo, pianificando le tappe. Chi ha maggior spirito di adattamento e vuole vivere un'esperienza più avventurosa, può chiedere agli abitanti locali, che si metteranno subito a disposizione, mostrando la generosa ospitalità lucana. In quest'ultimo caso è comunque consigliabile di avere con sé il necessario per un eventuale bivacco di emergenza.

CAMPEGGIARE

Non ci sono molti campeggi in Basilicata. La maggior parte di queste strutture si concentra nelle zone di mare, soprattutto sulla costa jonica; gli altri, sparsi sul territorio, potrebbero avere gestioni discontinue, quindi è preferibile verificare in anticipo. Esistono alcuni agri-camping, cioè agriturismi che permettono di montare la tenda e usufruire dei servizi igienici. Anche dove non è espressamente ammesso, vale la pena di chiedere, perché un posto per la tenda sarà quasi sempre messo a disposizione.

Il campeggio libero in Basilicata è permesso previa richiesta al comune di riferimento comunicando data, luogo e numero di persone, ma in realtà è ampiamente tollerato. Il bivacco notturno (montare la tenda al tramonto e smontarla all’alba) è invece sempre consentito, anche nelle zone protette.

 


 

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